Biografia di Orazio

Quinto Orazio Flacco, poeta lirico e satirico, fu tra i principali esponenti della letteratura latina in età augustea. Egli nacque l’8 dicembre del 65 a.C. nella colonia militare di Venosa, al confine tra Puglia e Lucania, come racconta lui stesso nelle Satire. II 1, 34 ss.:

“Ed io lo seguo, lucano od apulo ch’io sia: il colono di Venosa ara i campi a cavaliere delle due regioni, qui insediato, per tradizione antica, quando furono cacciati i Sabelli, perché in terre sguarnite di Romani non avvenissero incursioni di nemici, sia che a scatenare la guerra fossero le genti d’Apulia o quelle bellicose di Lucania.”

Appartenete ad una famiglia di umili origini (“Io, che sono sangue di genitori poveri, io non morrò”, Odi II 20, 5-69), compì i suoi studi a Roma, dopo che il padre, un liberto fattore, lasciò la terra d’origine per esercitare la professione di esattore nelle aste pubbliche nella capitale. Egli fu sempre grato al padre per avergli concesso questa opportunità di ricevere un’ottima istruzione:

“di tutto questo ha merito mio padre, che, pur con le magre risorse di un piccolo podere, non solo non volle mandarmi alla scuola di Flavio, che frequentavano, con borse e taccuini sotto il braccio, i figli illustri dei più illustri centurioni, pagando otto assi alle Idi d’ogni mese, ma ebbe il coraggio di portarmi a Roma, poco più che fanciullo, per farmi impartire quell’istruzione, che cavalieri e senatori fanno impartire ai propri figli” (Satire I 6, 71 ss.).

All’età di vent’anni si trasferì ad Atene per approfondire le sue conoscenze filosofiche e retoriche; qui iniziò a scrivere i suoi primi versi in greco:

“al tempo in cui mi misi a scribacchiare versi in greco a me, nato di qua dal mare, apparve, dopo mezzanotte, quando i sogni dicono il vero, Quirino, che me lo vietò con queste parole: ‘Portare legna al bosco non è meno folle che volere ingrossare le file già serrate dei poeti greci’“ (Satire I 10, 31ss.).

Allo scoppiò della guerra civile, si arruolò nell’esercito di Bruto e partecipò alla battaglia di Filippi (42 a.C.) come tribunus militum al comando di una legione:

“un tempo… ho avuto, come tribuno, una legione romana ai miei ordini” (Satire I 6, 48).

Con la vittoria dei sostenitori di Ottaviano, il poeta fu costretto alla fuga, abbandonando le armi: “E con te, quando fu infranto il valore e uomini indomiti morsero nell’onta la polvere, soffrii la folle fuga da Filippi abbandonando senza onore lo scudo”, (Odi. II 7, 9-10).nel 41 a.C. riuscì a tornare a Roma grazie ad un’amnistia: nel frattempo, dopo la morte del padre, la proprietà di Venosa venne confiscata per la distribuzione delle terre ai veterani. Costretto dalle precarie condizioni economiche, divenne segretario di un questore (scriba quaestorius), con l’incarico di compilare i registri della pubblica contabilità. In questo periodo di delusioni e ristrettezze economiche, trovò l’ispirazione ed iniziò a scrivere i primi versi, come narra nell’Epistola II 2, 49-52:

 “subito che di lì mi congedò Filippi, con le ali tarpate, avvilito e spoglio della casa e del podere paterno, il bisogno che rende arditi mi spinse a scrivere versi”.

Composizioni, quali gli Epodi e le Satire, gli fecero guadagnare una certa fama e l’apprezzamento di alcuni poeti famosi, tra cui gli amici Virgilio e Vario, i quali nel 38 a.C. lo presentarono a Mecenate, con il quale sarebbe nata una profonda amicizia.

Nel 37 a.C. prese parte ad una missione diplomatica a Brindisi. Gli anni successivi vennero spesi tra Roma e la villa in Sabina donatagli da Mecenate, in perfetta osservanza del modus vivendi predicato da Epicuro, che non amava la vita cittadina.

Nel 17 a.C. Augusto gli conferì il compito di comporre l’inno in onore di Diana e Apollo per i Ludi saeculares di Roma, un’occasione solenne, poiché quell’anno i Ludi sancivano ufficialmente l’inizio della pax Augusta. Morì il 27 novembre dell’8 a.C., due mesi dopo Mecenate, vicino al quale fu sepolto sul colle Esquilino:

“fece testamento, dichiarando Augusto suo erede, non potendo, per via della forza della malattia, firmarne uno secondo la forma dovuta. Fu sepolto e là è stato interrato nei dintorni del colle Esquilino, accanto alla tomba di Mecenate” (Svetonio, Vita Horatii).

CECILIA SOTTILARO

Annunci

1 Commento

Archiviato in Introduzione

Una risposta a “Biografia di Orazio

  1. sito preziosissimo…complimenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...